Archivio per Settembre, 2007

L’altra politica scende in piazza

Sabato 29 Settembre 2007

da www.marcoboschini.it

Gubbio

A Gubbio dal 18 al 21 ottobre 2007, la nuova edizione di Altrocioccolato

L’edizione 2007 di Altrocioccolato, che si svolgerà a Gubbio dal 18 al 21 ottobre, sarà quest’anno caratterizzata dal tema della “piazza”: quella intesa come il centro della vita di una comunità, il luogo dell’incontro e solitamente del mercato: così la bella piazza di Gubbio, dedicata ai 40 martiri, sarà come sempre popolata dagli attori del commercio equo solidale, che nei loro stand esporranno i prodotti e le proposte per un’economia solidale; questa e le altre piazze saranno poi animate dagli artisti e dalle bande musicali, per fare festa con quanti saranno presenti.

Quella intesa come luogo della partecipazione alla vita pubblica e alle scelte che riguardano la vita delle collettività, piccole o grandi che siano. In questa piazza simbolica saranno chiamate a discutere e confrontarsi quelle realtà, locali e nazionali, che agiscono quotidianamente nei propri contesti restituendo linfa e vitalità al termine cittadinanza.

In questa piazza, simbolica e concreta insieme, vorremmo invitare i gruppi, i comitati di cittadini, le associazioni, e tutti quei soggetti della società civile organizzata, a discutere e confrontarsi sui percorsi di autodeterminazione delle comunità locali e sulle pratiche di promozione e tutela dei beni comuni: la terra, ed il tema connesso del cibo e della sovranità alimentare; l’acqua, con la campagna per la sua ripubblicizzazione, contro le rapine sui territori regionali ad opera delle grandi multinazionali; l’aria ed il dramma dell’inquinamento atmosferico e della produzione e smaltimento dei rifiuti; il vento, il sole e l’esigenza di produrre energia da fonti rinnovabili.

L’occasione sarà sabato 20 ottobre 2007, dalle 10.00 alle 17.30 circa, nel corso di un’assemblea partecipativa, dunque né un seminario né un convegno, ma un luogo dove avranno piena cittadinanza le voci e le testimonianze di chi, nei diversi territori, costruisce quotidianamente l’agire di quell’“altra politica” di cui si sente così tanto bisogno.

Sarà l’occasione di conoscersi e ascoltarsi reciprocamente, ma non sarà un momento di autocelebrazione; l’auspicio sarà anzi che si possa arrivare alla condivisione di un obiettivo e di una strategia comune, che amplifichi e dia maggior forza agli obiettivi dei singoli soggetti; compito dell’assemblea partecipativa sarà quello di cercare un consenso sul tipo di azione, sui tempi e le modalità nei quali realizzarla.
Al termine dell’assemblea le decisioni che saranno prese saranno rese pubbliche attraverso un comunicato stampa, i cui principali destinatari saranno soprattutto quanti ricoprono cariche e ruoli istituzionali e di governo, nazionale e locale: saranno loro che per primi dovranno dare risposte.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE E DI SVOLGIMENTO DELL’ASSEMBLEA PARTECIPATIVA
L’assemblea partecipativa non prevede relatori e spettatori, ma solo “partecipanti”; chi intende partecipare può scrivere alla segreteria organizzativa, indicando i propri dati anagrafici e il soggetto che si rappresenta, aggiungendo anche eventuali proposte e suggerimenti circa lo svolgimento della stessa. Sarà comunque possibile iscriversi anche il giorno di svolgimento dell’assemblea.

L’obiettivo è stato illustrato in precedenza: individuare obiettivi comuni, da concretizzare in una o più azioni da realizzare insieme: un’azione anche semplice, ma che grazie alla forza derivante dall’unità di intenti di tante realtà, potrà riuscire a bucare l’assordante silenzio e l’indifferenza della politica, come i sassolini in mano a Davide, affatto spaventato dal gigante Golia, apparentemente più forte perché più grande e meglio armato.

L’assemblea partecipativa sarà anche l’occasione per fare una mappa italiana dei comitati a difesa dei beni comuni, e fare il punto sullo stato dell’arte delle questioni aperte nei singoli territori.
Come si svolgerà l’assemblea: appena riunita l’assemblea sceglierà un coordinatore. Il coordinatore introdurrà il tema e darà il via agli interventi, che avranno una durata massima di 10 min. ciascuno. Gli intervenuti illustreranno i propri campi d’intervento e indicheranno le proprie priorità rispetto a possibili obiettivi e azioni comuni.

L’ordine degli interventi sarà stabilito in base all’ordine di iscrizione. Il coordinatore avrà il compito di fare una sintesi degli interventi, che sarà poi inviata a ciascun partecipante e a ciascun partecipante sarà inviato un riassunto degli interventi. Al termine dell’incontro verrà concordato e stilato un comunicato stampa che renderà pubblica la data del 2008, in cui le associazioni riunite daranno attuazione a quanto comunemente deciso in assemblea.

www.altrocioccolato.org

Compostare è meglio che incenerire

Lunedì 24 Settembre 2007

da www.marcoboschini.it

Valle bellunese

A Trichiana, provincia di Belluno, sanno che avviare politiche a favore della riduzione dei rifiuti significa risparmiare denaro pubblico, ridurre l’impatto ambientale, e contribuire concretamente a salvaguardare un territorio da cartolina.

Nel 2001 l’amministrazione comunale decide di introdurre un nuovo sistema di raccolta dei rifiuti urbani. Tale sistema, per commisurare la tariffa rifiuti all’effettiva produzione da parte dei cittadini, prevede la distribuzione di sacchetti colorati pre-pagati per i rifiuti indifferenziati, forniti annualmente dall’Amministrazione Comunale in base al numero di componenti di ogni nucleo familiare. Il parametro introdotto per quantificare la tassa da applicare ad ogni nucleo familiare è costituito dal numero di sacchi consegnati alle famiglie che sono così incentivate ad effettuare la raccolta differenziata onde non ricorrere all’acquisto di nuovi sacchetti una volta esaurito il quantitativo annuale, stabilito dall’Amministrazione in base al numero di componenti.

Per incentivare ulteriormente la raccolta differenziata l’Amministrazione ha introdotto la riduzione del 5% sulla tassa rifiuti solidi urbani per coloro che raggiungono, con il conferimento di rifiuti differenziati all’ecocentro comunale, 50 timbri annui su un’apposita scheda attestante le quantità conferite ogni volta. I risultati in tal senso non si sono fatti attendere, dopo pochi mesi diversi contribuenti hanno presentato presso l’ufficio tributi la scheda completa di timbri.

Anche il compostaggio domestico è stato incentivato dall’Amministrazione con una detassazione del 10% per tutti gli utenti che autocertificavano l’utilizzo del composter, fossa o cumulo per I’autosmaltimento della frazione umida dei rifiuti.

Oggi una buona fetta della popolazione residente a Trichiana pratica il compostaggio domestico tramite i contenitori familiari, mentre per le grandi utenze e per i soggetti che non possono attuare il compostaggio, sono stati collocati appositi cassonetti per la raccolta dell’umido.

Quanto fatto per le utenze civili dei residenti è stato successivamente attivato anche per le attività commerciali e artigianali con il sistema della pesatura o, per le piccole utenze, con la consegna a forfait di sacchi.

I risultati sono stati considerevoli in termini di diminuzione delle quantità di rifiuti prodotti, soprattutto nella prima fase di attuazione del progetto (per es. R.S.U. conferiti nell’anno 2001 ton. 815,91, nell’anno 2002 ton. 566,02) per una diminuzione del 31,85%. Questo ha permesso di ridurre anche la tariffa.

Sul fronte scolastico il Comune ha affidato il servizio di refezione in appalto mediante pubblico incanto, ponendo nel capitolato particolare attenzione alla qualità dei prodotti, prevedendo esclusivamente la somministrazione di prodotti provenienti da coltivazioni biologiche, integrate da prodotti tipici e tradizionali. Inoltre, agli alunni che utilizzano il servizio mensa viene data da bere esclusivamente l’acqua del rubinetto.

Per la predisposizione dei pasti vengono utilizzati locali posti nello stesso edificio della Scuola Primaria, pertanto la produzione e distribuzione dei pasti avviene senza trasporto garantendo una miglior qualità dei pasti servizi. E’ stato inoltre bandito l’impiego di stoviglie a perdere riducendo sensibilmente il quantitativo di rifiuti prodotti.

Per quanto riguarda la pubblica illuminazione è stato approvato un progetto che prevede la sostituzione delle lampade e delle armature di tutti gli oltre 500 punti luce del paese, alcuni vecchi di 25 anni, con l’eliminazione delle lampade al mercurio a faovore di quelle al sodio, ad oggi ne sono già state sostituite quasi 200.

Questa operazione, imitata fortunatamente da sempre più enti locali, garantisce un notevole risparmio economico, una diminuzione dell’inquinamento luminoso, una maggiore sicurezza del traffico veicolare e delle persone, oltre ovviamente al risparmio energetico e alla sostanziale diminuzione dell’impronta ecologica del comune. Proprio come a Trichiana, che ha partecipato alla prima edizione del Premio “Comuni a 5 stelle“.

Regalaci le tue idee

Sabato 22 Settembre 2007

da www.marcoboschini.it

Novellara

Il progetto “Regalaci le tue idee” è un processo innovativo che coinvolge direttamente le cittadine ed i cittadini sia sui problemi che interessano il proprio quartiere, sia sulle scelte strategiche della città, contribuendo così all’elaborazione del bilancio comunale.

Coinvolge tutti i cittadini residenti a Novellara (RE), italiani e stranieri che abbiano compiuto o compiano nell’anno corrente i 16 anni di età e coloro che lavorano a Novellara.
Il processo di bilancio partecipativo inizia a maggio e termina a dicembre; in questo modo le priorità emerse verranno inserite nel bilancio revisionale dell’anno immediatamente seguente.

Dopo un’importante fase di comunicazione e di informazione a tutti i cittadini per cercare di coinvolgerne nel progetto il maggio numero possibile, dalla seconda metà di maggio i cittadini si riuniscono in assemblee propositive per segnalare i bisogni, proporre gli interventi e discuterne insieme.
A questo proposito il territorio comunale è stato suddiviso in quattro quartieri, individuati considerando lo sviluppo storico, sociale ed urbanistico, in ognuno dei quali si terrà un’assemblea propositiva. A partire da questo secondo anno di sperimentazione, per aumentare ulteriormente la fase di condivisione e di dibattito fra i cittadini, a fianco delle assemblee propositive territoriali, ne verranno organizzate due tematiche.

Lo scopo delle assemblee propositive, territoriali e tematiche è proprio quello di far emergere le necessità, i bisogni e le progettualità dei cittadini che vivono il contatto diretto con il territorio nella quotidianità. Al termine di questa prima fase, prendono il via i tavoli di fattibilità. Hanno lo scopo di analizzare ogni singola proposta dei cittadini dal punto di vista tecnico ed economico e di stabilirne la fattibilità tenendo conto del quadro di riferimento normativo e delle risorse finanziarie disponibili.
Sono stati organizzati quattro tavoli di fattibilità –uno per area territoriale- ai quali hanno partecipato i rappresentanti dei cittadini eletti durante le assemblee, i tecnici e gli amministratori comunali. Ad ognuno di questi tavoli sono state discusse tutte le proposte cittadine e, volta per volta, le proposte del quartiere di riferimento.

Il lavoro dei tavoli di fattibilità si è concluso con la riorganizzazione delle proposte in quattro categorie fondamentali per la successiva fase di “votazione delle priorità”: proposte cittadine e di quartiere in voto; proposte cittadine e di quartiere previste; proposte cittadine di sviluppo; proposte cittadine e di quartiere non accolte.

L’ultima fase è proprio quella delle assemblee deliberative, previste per ogni zona in cui si è tenuta a giugno l’assemblea di emersione dei bisogni. L’obiettivo di queste assemblee è la presentazione dei progetti e delle proposte e la votazione delle priorità da parte dei cittadini. Ritenuta di primaria importanza la relazione tra i cittadini la raccolta delle preferenze si svolge esclusivamente durante le assemblee.

Importante sottolineare che dei 5 progetti vincenti due sono già in corso di realizzazione, mentre i restanti tre stanno procedendo grazie ad un percorso di condivisione e di discussione con i gruppi dei cittadini che hanno votato tali progetti.

Per qualunque informazione rispetto allo sviluppo del progetto è possibile consultare il sito: www.comune.novellara.re.it nella parte del bilancio partecipativo.

Dopo il V-Day

Mercoledì 19 Settembre 2007

da www.antoniodipietro.it
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YouTube Libero Video Podcast QuickTime 56K Audio Mp3

Testo:

Come rode a tutti quanti! Il Palazzo si divide tra quelli che non ne vogliono parlare per esorcizzare il problema e quelli che sentono il bisogno di parlarne per screditarlo, pensando, così, di ridurre il fenomeno.
La parola che più si sente è “antipolitica”. Cittadini italiani, spontaneamente, di ogni estrazione sociale e di ogni parte d’Italia, senza far male a nessuno, si recano a un banchetto a lasciare una firma per esercitare un diritto costituzionale: una proposta di legge popolare per dire che i condannati non devono stare in Parlamento. Questa è politica. Lo capiscono tutti, ma devono sparare a zero perché pensano, appunto, di isolare il fenomeno. Mi ricorda tanto il malato che butta fuori casa il medico per non sentir parlare della malattia.
Io sono orgoglioso di essere stato uno di quei cittadini che ha partecipato a questo momento di democrazia diretta.
Ora bisogna stare attenti che la procedura non vanifichi la sostanza, com’è successo a me anni fa.
Raccolsi circa 150.000 firme per una legge di iniziativa popolare che riguardava la riduzione del numero di partiti e il voto diretto da parte dei cittadini. Depositai le firme, ma le misero nei cassetti. Dopo sette anni quella proposta non è stata ancora discussa.
Bisogna raccogliere tutte le firme, insieme ai certificati elettorali, e soprattutto portarle al Parlamento in modo che tutto il Paese, tutta l’opinione pubblica si mobiliti. Bisogna mettere il Palazzo davanti alle sue responsabilità per evitare che faccia finta che non sia successo niente.
Quel giorno ci deve essere una grande manifestazione di piazza, persone che, tutte insieme, invochino la discussione di questo disegno di legge.
Anche io, come parlamentare, avevo presentato lo stesso disegno di legge. Non ci ascoltavano mai. Ora quella mia proposta è stata messa all’ordine del giorno, ma solo per poter dire quando arriverà il disegno di legge popolare: “E’ già stato discusso”.
Non vi preoccupate: io ho già detto che il veicolo principale deve essere la legge firmata dai cittadini.
Un’altra cosa a cui fare attenzione è questa: la legge prevede che quando un disegno di legge viene presentato, il Parlamento è tenuto a discuterlo ma non sono indicati né il limite di tempo né il limite alla possibilità di emendarlo.
Bisognerà, quindi, controllare giorno per giorno gli emendamenti che verranno proposti. Ognuno dei quesiti, con un piccolo emendamento, può essere annullato.
Il primo dice: “I condannati non possono essere candidati”; qualcuno aggiungerà un emendamento come “salvo quelli che…” con una serie di eccezioni per cui, alla fine, in galera ci andranno quelli che hanno raccolto le firme.
O ancora: “Non si può stare in Parlamento più di due legislature”. Basta aggiungere una parola: “consecutive”, per cui basterebbe che, tra un’elezione e l’altra, una persona facesse il consigliere regionale o il parlamentare europeo per bypassare la norma. Se poi si aggiunge: “in ciascun ramo del Parlamento”, si potrà stare due legislature alla Camera, due al Senato e così via.
Ho già sentito quelli che già si muovono per costruire accorgimenti tali per darvi formalmente ragione ma sostanzialmente una fregatura: stiamo attenti.”

 

per non dimenticare:

Francesco Rucci, vicebrigadiere delle guardie di custodia di San Vittore, viene ucciso il 19 settembre 1981 a Milano dal “Nucleo di comunisti”.

Scuolabus a piedi

Martedì 18 Settembre 2007

da www.06blog.it

Scuolabus a Roma
Scuolabus a piedi è un progetto nato nel 2003 grazie al quale i bambini romani si danno appuntamento per raggiungere la scuola a piedi, con l’aiuto e il controllo di volontari e operatori. Una maniera divertente per condividere il percorso con i compagni, per provocare minore stress ai genitori o nonni che devono accompagnare i piccoli, per ridurre le auto in circolazione.

Ogni gruppo, tra gli 8 e i 16 bambini, è accompagnato da due operatori. Ogni bambino si unisce al gruppo, e poi ne esce, presso apposite ‘fermate’. I percorsi sono lunghi circa un chilometro, il tempo per arrivare alla meta va dai 30 ai 40 minuti. Al ritorno da scuola, i genitori attendono i bambini al ‘capolinea’.

Il progetto è partito con 200 bambini, 5 scuole e 4 Municipi. Quest’anno i bambini sono 2000, i Municipi sono 14, le scuole elementari 51. Entro giugno prossimo, l’Assessorato all’Infanzia conta di arrivare a coprire 16 Municipi e servire 3000 bambini e 60 scuole. Per la fine dell’anno, poi, si punta ad estendere l’iniziativa all’intero territorio comunale e a coinvolgere 5.000 bambini.

approfondimenti:

http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Dipartimenti_e_altri_uffici/Dipartimento_XVI/Eventi_e_iniziative/Scuolabus_a_piedi/

http://www.scuolabusapiedi.it/

http://www.piedibus.it/

per non dimenticare:

Calogero Cicero, carabiniere semplice, viene ucciso in un conflitto a fuoco con dei banditi il 18 settembre 1945 a Palma di Montechiaro (Ag).

Fedele De Francisca, carabiniere semplice, viene ucciso anch’egli in un conflitto a fuoco con dei banditi il 18 settembre 1945 a Palma di Montechiaro (Ag).

I Comuni ai cittadini

Lunedì 17 Settembre 2007

da www.beppegrillo.it

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immagine di red.pilgrim

E adesso? Dopo il V-day?
La parola è ai cittadini. Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali.
I cittadini devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli.
I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi.
Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo.
Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche.
Le liste che aderiranno ai requisiti che pubblicherò sul blog tra qualche giorno avranno la certificazione di trasparenza “beppegrillo.it”. Tra i requisiti ci saranno, ad esempio, il non essere iscritti a partiti ed essere incensurati.
Le liste potranno comunque chiamarsi come gli pare ed essere autonome nella loro azione. Ci potranno anche essere più liste in una stessa città.
Le liste certificate saranno pubblicizzate dal blog e messe in condizione di scambiarsi informazioni e esperienze attraverso una piattaforma comune on-line che sarà messa a disposizione, sempre attraverso il blog.
Io non parteciperò a nessuna manifestazione nei prossimi mesi. Non sto promuovendo la presentazione di nessuna lista civica, né locale, né nazionale.
La loro voce i partecipanti del V-day non la prestano a nessuno. Sono i megafoni di sé stessi. I cittadini che si fanno politica.
Per le liste civiche rimanete sintonizzati sul blog. Stay tuned.

Beppe Grillo fa paura e scatta la censura!

Lunedì 17 Settembre 2007

da www.jacopofo.com

(Giornalisti venduti nel pieno di una crisi di nervi. Il primo bersaglio di Grillo sono loro: i media bugiardi. E li ha battuti.)

Il Vaffanculo Day e’ stato un successo clamoroso… di piu’: EPOCALE.
Mi e’ venuta la pelle d’oca a Roma a vedere migliaia di persone in coda, fin dalle 9 di mattina. Decine di code. Una volonta’ politica enorme, il segno che esiste un’Italia che non e’ piu’ disposta a sopportare di essere depredata di un fiume di denaro, risorse e ottenere in cambio il trionfo dei banditi e dei furbi sulla societa’ degli onesti.
Sono stato felice come a Natale recitando di fronte a quella platea di persone che sentivo sulla mia stessa lunghezza d’onda. Non avevo mai recitato di fronte a 10mila persone.
E ho goduto in modo sadico (ed eticamente riprovevole) leggendo i giornali e guardando i telegiornali.
Ho goduto perche’ ho letto tra le righe il terrore di un mondo vecchio, di una corporazione di giornalisti che sentono la poltrona traballare sotto le loro natiche, minacciati dalla comunicazione in rete che li rende antiquati come piccioni viaggiatori.
I servizi sul V-Day di Grillo sono stati infarciti di deliziose leccornie di imprecisione, gocce di falsita’ pralinata, giuggiole di falsi farciti del miele della pavidita’: estasi per il mio palato di vecchio ribelle fazioso e vendicativo.
Il mio cuore si apre a un orgiastico nirvana di fronte al nulla pressofuso al limone che ci propongono gli esperti intervistati dalle larve della disinformazione.
E la sensazione e’ che abbiano sofferto e che per un attimo si siano chiesti, sgomenti: “Ma cosa sta succedendo?”
Innanzi tutto il Vaffanculo Day non si e’ svolto in 150 citta’ e paesi ma in 225 (piu’ 30 all’estero). Tutti i giornali parlano poi dei 300mila di Beppe Grillo ma e’ assurdo perche’ i partecipanti alla manifestazione sono stati ovviamente molti di piu’ di quelli che hanno firmato, non tutti hanno avuto la pazienza di aspettare un’ora e piu’ per apporre la loro firma e d’altra parte non era possibile raccogliere piu’ firme di quelle raccolte (con registrazione dei documenti e burocrazia varia). I giornali ammettono a Bologna 50mila persone in piazza (ma erano di piu’) ma le firme raccolte sono meno di 15 mila.
Insomma il numero dei partecipanti al V-Day e’ stato, a voler essere prudenti, di almeno 2 volte il numero delle firme: 600 mila persone. Parlare solo dei 300 mila che hanno firmato, tacendo su chi non e’ riuscito a farlo ma era presente, e’ una bassa carognata che denuncia una PAURA isterica.
Una crisi ansiogena che ha portato Messaggero e Repubblica a non nominare nelle pagine di cronaca cittadina la manifestazione romana con 30mila partecipanti durante la giornata (almeno) e piu’ di 18mila firme raccolte. Quando mai una manifestazione di questa portata non ha meritato neanche un rigo?
P-A-U-R-A, eh?
Paura che si evince in decine di commenti che vorrebbero essere colti e intelligenti. Qualcuno ammette trasognato di essere stato colto di sorpresa quando ha visto che dietro a un blog che raccoglie milioni di naviganti incazzati c’era veramente un popolo di esseri umani mediamente provvisto di gambe e braccia oltre che di un account.
Ma nelle loro parole non c’e’ vergogna per  non aver compreso una rivoluzione che da dieci anni impazza cambiando la faccia del mondo. Informarsi non e’ un obbligo.
Ho apprezzato la zampata di qualche vecchio lupacchiotto di peluche nascosta nel taglio di molti articoli; in sintesi dice: “Va bene, non avevamo capito niente di questo movimento blog ma cosa crede di fare Grillo, mettendo insieme un mucchio di gente con slogan volgarotti alla Bagaglino? Gia’ abbiamo visto i Girotondi che poi si sono sciolti al primo sole estivo. Adesso per Grillo viene il difficile: un conto e’ radunare folle incazzate, un conto e’ ottenere risultati e cambiare volto alla politica italiana…”
La maggioranza dei giornalisti fa finta di non vedere che Grillo ha gia’ ottenuto un risultato: milioni di italiani sanno che i giornali mentono.
Quest’orda di penne a noleggio non credeva che qualcuno, esiliato nella rete,  potesse riuscire ad additarli come bugiardi.
Questi damerini fanno finta di non vedere che il primo bersaglio di Beppe Grillo non sono i politici ma proprio loro, i bugiardini dei media.
Da sempre sono loro a reggere il culo ai potenti e agli inciuci.
Beppe Grillo da anni li inchioda al tradimento del loro giuramento professionale, pubblicando tutto quello che essi sapevano ma hanno taciuto: gli inceneritori illegali, la megatruffa del Cip6, la bufala delle azioni argentine, della Cirio e della Parmalat, l’esproprio proletario realizzato dalla Fiat ai danni dello Stato, l’assalto alla diligenza della Telecom.
E’ lunga la lista delle grandi censure accettate dai giornalisti italiani. E gli italiani hanno iniziato a capirlo. Fino alla settimana scorsa il blog di Beppe Grillo era il piu’ diffuso quotidiano italiano di informazione. Un quotidiano tanto potente da portare in piazza centinaia di migliaia di persone.
E ora che i lettori di Grillo sono usciti allo scoperto grazie al Vaffanculo Day, il blog di Grillo ha conquistato altri milioni di nuovi utenti che in questi giorni hanno preso d’assalto il sito.
Beppe Grillo non e’ l’antipolitica, e’ l’ANTIDISINFORMAZIONE.
E questa battaglia Beppe l’ha gia vinta tutta!
Oggi i media tradizionali sono molto meno autorevoli di una settimana fa e alcuni giornalisti iniziano a vergognarsi dei propri colleghi. E agli editori gli prude il culo perche’ scoprono che giornali con centinaia di redattori pagati a peso d’oro e coccolati dai regalucci delle multinazionali non riescono a fare i numeri che Grillo realizza con un pugno di professionisti e una rete di volontari.
Beppe Grillo ha vinto: e’ riuscito a realizzare nell’informazione una rivoluzione simile a quella di Linus, il ragazzo che coinvolgendo una rete di appassionati informatici ha creato Linux, il software che sta lentamente distruggendo il monopolio di Bill Gates (Cina, Germania e decine di altri paesi lo hanno gia’ adottato per l’amministrazione pubblica).
Con Linux un ragazzo ha sbaragliato l’uomo piu’ ricco del mondo.
Con il suo blog Grillo ha smerdato una casta di potentissimi bugiardi.
Che peraltro stanno reagendo come serpenti. Fa tenerezza leggere gli scritti di poveri deviati mentali che si affannano oggi ad analizzare lo stile di Grillo alla ricerca del suo segreto mediatico.
Una serie di cagate intellettuali per tacere ancora la semplice verita’: Beppe e’ bravissimo, e’ un grande comico, e’ uno che studia e si documenta e racconta le verita’ scomode che voi tacete!
Poi vedremo se grazie a quel che succedera’ domani la politica in Italia avra’ una svolta.
Intanto la svolta nell’informazione c’e’ stata. Beppe ha vendicato tutto il popolo dei censurati, voi giornalistucoli vigliacchi e bolsi siete coperti di cacca e noi godiamo a leggere quel che scrivete in preda al panico.
Continuate a farci godere!

Jacopo Fo

Rai senza vergogna

Mercoledì 12 Settembre 2007

da www.antoniodipietro.com

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L’otto settembre l’informazione radiotelevisiva di Stato è apparsa per quello che è realmente: una pura estensione delle segreterie di partito. Una cassa di risonanza della disinformazione che ha raggiunto livelli tali da superare la Romania di Ceaucescu.
Centinaia di migliaia di cittadini, gli stessi che pagano, attraverso il canone, lo stipendio dei giornalisti e dei dirigenti Rai, sono scesi in tutte le piazze d’Italia per firmare una legge di iniziativa popolare per riformare il Parlamento. I servizi della Rai prima e dopo l’evento sono stati vergognosi. Per la prima volta in Italia si sono raccolte 300.000 firme per una legge in un solo giorno e di questo neppure una parola.
Gli italiani hanno fatto a meno della Rai per informarsi sulla manifestazione, hanno usato la Rete, il passaparola.

Questa situazione non è più tollerabile per un Paese che vuol definirsi civile.

La Rai deve essere al più presto liberata da ingerenze partitiche e l’informazione restituita ai cittadini. L’Italia dei Valori si muoverà al più presto in questa direzione.
Vi confesso che sabato e domenica ho provato un profondo senso di nausea ascoltando i telegiornali, la stessa che avranno provato gli italiani che erano a conoscenza dei fatti.
Un consiglio ai giornalisti Rai: “Tenete la schiena dritta, siete pagati per informare, non per servire i partiti”.

I media e il V-Day

Martedì 11 Settembre 2007

da it.wikipedia.org

Le versioni cartacee dei principali giornali nazionali di ogni schieramento pubblicate l’8 settembre hanno completamente ignorato l’evento, fatta eccezione per Il Giornale e Libero che hanno dedicato una o due pagine, e delle brevi colonne nelle pagine interne de Il Manifesto e La Stampa.

L’evento è stato escluso da praticamente tutti i titoli dei principali telegiornali di mezzogiorno dell’8 settembre, da quelli dei giorni precedenti e dalle home page dei quotidiani italiani. Alcuni servizi relativi all’evento sono stati invece mostrati nei telegiornali delle ore 20. Secondo le prime stime degli stessi organizzatori contando le oltre 200 piazze in cui si è svolto l’evento sono scesi in strada oltre 5 milioni di italiani, anche Repubblica.it nel suo lancio delle 19 circa parla di 30 mila persone a Bologna.

In diverse città alcune persone non hanno potuto firmare a causa della troppa affluenza, non prevista nemmeno dagli stessi organizzatori, dal momento che i moduli sono andati esauriti dopo poche ore.

ndb: di seguito altri link di approfondimento…

http://news.centrodiascolto.it/search/playlist=182/speciale_beppe_grillo_vday

http://vday.wordpress.com/2007/09/11/la-risposta-al-v-day/

Ignorateci adesso

Lunedì 10 Settembre 2007

 da www.marcocanestrari.net

Ignorateci adesso

Ignorateci adesso. Ignorateci dopo 300.000 firme raccolte in poco meno di 15 ore. Ignorateci dopo Piazza Maggiore. Ignorateci dopo le code in 225 città, lo stesso giorno.
Ignorate un Paese esauso che trova ancora la forza per mandarvi laddove vi meritate.
Antipolitica, la chiamate. L’ha detto Beppe davanti a 70.000 persone presentando Aldo Pecora e gli altri ragazzi di Ammazzatecitutti: questa è l’antipolitica?
Ignorate Patrizia, Lino e Stefano, ma solo se riuscite anche a reggere il loro sguardo.

Ignorateci adesso.